Ressources numériques en sciences humaines et sociales OpenEdition Nos plateformes OpenEdition Books OpenEdition Journals Hypothèses Calenda Bibliothèques OpenEdition Freemium Suivez-nous

De Robertis, Teresa, Università degli Studi di Firenze

Cosa si guarda di una scrittura. Identificare e distinguere le mani.

Abstract.  It is by now an established fact that a copyist is able to use and actually does use several registers of writing. This is a fact documented by a considerable number of examples from different periods and environments and often certified by the presence of subscriptions. With reference to these cases, I propose on this occasion to present and discuss (and test) a possible protocol of analysis that takes into account the many possible variables that depend on historical situations, the relationships between different writing situations, and the mechanisms through which scribes alter their writing habits, consciously or unconsciously.

Che uno copista sia in grado utilizzare, ed effettivamente utilizzi, più registri di scrittura è ormai un dato acquisito, documentato da un numero notevole di esempi riferiti a epoche e ambienti diversi e spesso anche certificati dalla presenza di sottoscrizioni (si vedano in proposito gli atti del XVIIth Colloque du Comité international de paléographie latine tenutosi a Ljubljana nel 2010). Si propone in questa occasione di fare un passo in avanti rispetto alla definizione del fenomeno, alla presentazione di nuovi casi o alla classificazione delle situazioni in cui essi sono inquadrabili. L’attenzione sarà qui concentrata sul momento dell’expertise, che rimane un compito obbligatorio della paleografia, non solo per l’ausilio che può fornire di fronte a ogni sospetta identità di mano (e perfino là dove una firma sembra sollevare il paleografo dall’obbligo della dimostrazione), ma anche perché riconoscere e distinguere – e argomentare riconoscimenti e distinzioni – sono esercizi di base del mestiere del paleografo, rimangono la necessaria premessa per ogni tipo di indagine sulla scrittura. Esercizi che non possono essere in tutto sostituiti da forme di riconoscimento automatico, perché prima di arrivare a questo vanno definiti gli elementi pertinenti e discreti, funzionali a quel tipo di analisi. L’esperienza dimostra infatti che tali elementi non hanno un valore assoluto, ma vanno definiti di volta in volta: perché sono differenti le situazioni storiche, le relazioni che intercorrono tra gli oggetti sottoposti ad analisi e i meccanismi attraverso i quali gli scriventi modificano le proprie abitudini di scrittura, in modo consapevole o inconsapevolmente.  In sostanza, si intende presentare e discutere in questa occasione un possibile protocollo di analisi che tenga conto di queste e altre variabili.